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Bice Lazzari: un espandersi ai margini di labili confini. selected works 1950-1975


[ Press Release ]
[ Comunicato Stampa ]

kaufmann repetto is delighted to present the second solo exhibition at the gallery devoted to the Italian Modernist pioneer Bice Lazzari (1900-81). The exhibition in Milan, organized in collaboration with the artist’s archive, bears witness to the profundity of a line of research pursued in the fields of abstractionism and minimalism, establishing Lazzari as one of most innovative painters of the 20th century.

Emancipated by a free spirit with respect to the sociocultural context of 20th-century Italy, the independence of Lazzari’s research and the fact of being a female artist had a great influence on the course of her creative development and her reception in the art world. The length of time it took Bice Lazzari to achieve international recognition was something that stirred feelings of bitterness and disillusion in the artist, and yet her almost ascetic isolation may have been the decisive element that permitted Lazzari to attain the limpid and imperturbable freedom that characterizes her masterpieces.

Born in Venice in 1900, Lazzari studied drawing and decorative arts at the Accademia, since classes of painting — and in particular lessons with nude models — were considered inappropriate for women. At the end of the 1920s, in an effort to achieve economic independence she devoted herself for over a decade to the applied arts, collaborating with important architects on the creation of carpets, textiles and bags. The experience gave Lazzari the opportunity to experiment with abstract and geometric designs, typical of the decorative repertoire of the period inspired by international avant-garde movements like the Bauhaus and Suprematism.

It was at the end of the Second World War and over the course of the 1950s that the artist explored the languages of post-cubism, geometric abstraction and the Informel. By this time, Lazzari was living in Rome and frequenting the city’s lively art scene, but she retained an autonomous position with respect to the movements and groups of the capital. The textured painting of the early 1960s with new materials like glue, sand and tempera was followed by a radical linguistic renewal, in which apparently simple colors and signs were used to create linear rhythms and lyrical dialogues.

In part due to a shift to the medium of acrylic paint, Lazzari’s abstract style grew even more minimalist and took on ever sharper outlines. Her visual vocabulary was distilled into groupings of straight lines set against a monochromatic background. The rhythm of her compositions reflects Lazzari’s love of music and poetry. In the cadenced patterns that characterize the works of the 1970s, Lazzari approached ever more lucidly the synthesis that she defined as the “indispensable minimum,” and that she translated into compositions brimming over with measured and silent rigor.

In the end, it was the contemporary demands of the feminist movement of the 1970s that favored a greater attention to its female protagonists in the world of Italian art. Thus, Lazzari was able in the last years of her life to experience the satisfaction of a series of exhibitions and a critical reception that recognized the importance of her research. Despite grave problems with her eyesight, the artist continued to work right up until her death, on 13 November 1981 in Rome.

Bice Lazzari was the subject of several solo exhibitions including Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia (2022); Estorick Collection, London (2022); Museo del Novecento, Florence (2019); National Museum of Women in the Arts, Washington (2013); MACRO – Museo d’Arte Contemporanea, Rome (2011); Peggy Guggenheim Collection, Venice (2002); Casa del Mantegna, Mantova (1989); Frankfurter Westend Galerie, Frankfurt (1987); Plazzo Venezia, Rome (1987); Galleria Civica, Modena (1980); Fondazione Querini-Stampalia, Venice (1969). Lazzari’s work is part of the public collections of Galleria d’Arte Moderna, Alessandria; Galleria Comunale d’Arte Moderna, Cagliari; Museo Novecento, Firenze; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara; Pinacoteca Comunare, Macerata; Pinacoteca di Brera, Milano; Museo del Novecento, Milano; Galleria Civica, Modena; Galleria d’Arte Moderna, Parma; Museo Nazionale, Pisa; Centre Pompidou, Paris; Musei Vaticani, Rome; Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea; Rome; Museo d’Arte Contemporanea MACRO, Rome; Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro; Venice; Peggy Guggenheim Collection, Venice; The National Museum of Women in the Arts, Washington; The Philips Collection, Washington.

Bice Lazzari’s solo exhibition at kaufmann repetto Milano is presented in collaboration with Bice Lazzari Archive.

kaufmann repetto è felice di presentare la seconda personale con la galleria dedicata alla pioniera del modernismo Bice Lazzari (1900-1981). La mostra milanese, organizzata in collaborazione con l’archivio dell’artista, testimonia la profondità di una ricerca negli ambiti dell’astrattismo e minimalismo, consolidando Lazzari come una delle pittrici più innovative del ventesimo secolo.

L’autonomia della sua ricerca e il fatto di essere un’artista donna, emancipata e indipendente rispetto al contesto socio-culturale dell’Italia novecentesca, hanno influito largamente sul suo percorso creativo e sulla sua ricezione da parte del mondo dell’arte. Il tardo riconoscimento internazionale di Bice Lazzari è stato vissuto dall’artista con amarezza e disincanto, tuttavia risiede forse proprio nel suo isolamento quasi ascetico l’elemento determinante che le ha permesso di raggiungere la tersa e imperturbabile libertà che caratterizza i suoi capolavori.

Nata nel 1900 a Venezia, Lazzari studia disegno e arti decorative all’Accademia, poiché le classi di pittura – e in particolare le lezioni di nudo – erano considerate inappropriate per le donne.  Alla fine degli anni ‘20, per cercare un’indipendenza economica si dedica per oltre un decennio alle arti applicate, collaborando con importanti architetti per realizzare tappeti, tessuti, borse e stoffe. L’esperienza offre a Lazzari l’occasione di sperimentare con disegni astratti e geometrici, tipici del repertorio decorativo dell’epoca ispirato alle avanguardie internazionali come il Bauhaus e il Suprematismo.

Alla fine della seconda guerra mondiale e nel corso degli anni ‘50 l’artista, esplora linguaggio postcubista, astrazione geometrica e informale. Lazzari è ormai residente a Roma e frequenta la vivace scena artistica, ma la sua rimane una posizione autonoma rispetto a movimenti e gruppi della capitale. Alla pittura materica dei primi anni ’60 con materiali nuovi come colla, sabbia e tempera segue un rinnovamento radicale nel suo linguaggio, in cui colori e segni apparentemente semplici vengono usati per creare ritmi lineari e dialoghi lirici.

Anche grazie al passaggio alla pittura acrilica, lo stile astratto di Lazzari diviene ancora più minimalista e dai contorni sempre più netti. Il suo vocabolario visivo si distilla in raggruppamenti di linee rette su uno sfondo monocromatico di colore. Il ritmo delle sue composizioni testimonia l’amore di Bice Lazzari per la musica e la poesia. Nelle scritture segniche che caratterizzano le opere degli anni ’70, si avvicina sempre più lucidamente a quella sintesi che essa definisce come il “minimo indispensabile”, e che si traduce in composizioni colme di misurato e silenzioso rigore.

Sono infine le coeve rivendicazioni del movimento femminista degli anni ’70 che favoriscono anche nel mondo dell’arte italiano una maggior attenzione alle sue protagoniste. Così Lazzari vive negli ultimi anni della sua vita la soddisfazione di una serie di mostre e di ricezione critica che riconoscono l’importanza della sua indagine. Anche se con gravi problemi di vista, l’artista continua a lavorare fino alla sua morte, avvenuta il 13 novembre 1981 a Roma.

Bice Lazzari è stata soggetto di diverse mostre istituzionali, tra cui: Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia (2022); Estorick Collection, Londra (2022); Museo del Novecento, Firenze (2019); National Museum of Women in the Arts, Washington (2013); MACRO – Museo d’Arte Contemporanea, Roma (2011); Peggy Guggenheim Collection, Venezia (2002); Casa del Mantegna, Mantova (1989); Frankfurter Westend Galerie, Francoforte (1987); Palazzo Venezia, Roma (1987); Galleria Civica, Modena (1980); Fondazione Querini-Stampalia, Venezia (1969). Le opere di Lazzari fanno parte di numerose collezioni pubbliche, tra cui: Galleria d’Arte Moderna, Alessandria; Galleria Comunale d’Arte Moderna, Cagliari; Museo Novecento, Firenze; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara; Pinacoteca Comunale, Macerata; Pinacoteca di Brera, Milano; Museo del Novecento, Milano; Galleria Civica, Modena; Galleria d’Arte Moderna, Parma; Museo Nazionale, Pisa; Centre Pompidou, Parigi; Musei Vaticani, Roma; Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma; Museo d’Arte Contemporanea MACRO, Roma; Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro, Venezia; Peggy Guggenheim Collection, Venezia; The National Museum of Women in the Arts, Washington; The Philips Collection, Washington.

La mostra personale di Bice Lazzari da kaufmann repetto Milano è presentata in collaborazione con l’Archivio Bice Lazzari.