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billy sullivan

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[ Comunicato Stampa ]
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La galleria francesca kaufmann presenta la prima personale di Billy Sullivan in Italia. Billy Sullivan è nato nel 1946 a New York, dove vive e lavora.

Caratterizzati da un dichiarato edonismo, i quadri di Billy Sullivan fissano scenari estremamente intimi. Nei quadri dell’artista newyorchese si ritrova un’aura di riservatezza, come se le immagini, invece di ritrarre situazioni ovviamente affascinanti, esplicitamente glamour, cercassero di catturare un momento di intima bellezza, eleganza, portamento e raffinatezza.

Il lavoro di Billy Sullivan si è sviluppato nell’arco di quattro decenni. Le sue radici legate alla Pop Art sono evidenti in una insistita tendenza al voyeurismo. Simile approccio all’oggetto di rappresentazione, al contrario di tanta arte riconducibile allo stesso filone, ignora sia il tema della celebrità sia il ricorso all’eccessivamente carnale, pur utilizzando il ritratto fotografico che, oltre essere punto di partenza per gli stessi quadri, diviene una parte a sé stante del lavoro. Il tributo alle persone ritratte è innegabile: ciascuna opera rivela un certo grado di intimità tra pittore e soggetto. D’altro canto i passaggi tonali ostacolano la predominanza dei personaggi, in un movimento di inclusione totale che fa pensare a “scene” piuttosto che a ritratti. Un fuggevole equilibrio del tutto sembra emergere dai quadri di Billy Sullivan, i soggetti sono ritratti nell’integrità delle loro atmosfere.

I quadri presentati alla galleria francesca kaufmann sono immersi in un’accecante luca mattutina, intrinsecamente consona alla poetica formale di Billy Sullivan. I dettagli tendono a scomparire, a farsi ancora più eleganti e rarefatti. La stessa luce mattutina si traduce negli atteggiamenti rilassati e sensuali dei personaggi. Anche se nulla di esplicitamente erotico è mostrato nei quadri, la curiosa combinazione di oggetti e sfumature immerge in un’impressione totale di languido abbandono.
La forza di questi lavori esplode dalla naturalità con la quale i personaggi sono raffigurati, nella loro apparente e non convenzionale ingenuità: un ragazzo senza maglietta fronteggiato da un vaso di fiori, una donna nuda che mangia il suo toast mattutino, poi la stessa donna ritratta mentre fuma immersa nei suoi pensieri e infine sdraiata, di nuovo pensierosa e quasi sfuggente. La mostra è una raccolta di momenti – forse lontani o forse vicini, non ci è dato saperlo – dai quali scaturisce un’armonia più alta. La quotidianità dei soggetti viene ricondotta a una grazia che elude la dispersione del quotidiano.