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pierpaolo campanini

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francesca kaufmann is proud to present Pierpaolo Campanini’s new solo show. Campanini’s artistic practice originates in his hybrid sculptural compositions: found and assembled objects that precariously balance within painted space. Though Campanini’s sculptures resist a semantic identification and appear instead as selfcontained structures, they diverge from the disinterested modernist work and its claims of purity and autonomy. They are precariously united, ephemeral composites that survive only through their painted representation. Campanini’s painting practice is an impersonal procedure that introduces a distance between the artist and the sculpture he meticulously creates. For Campanini painting is not an instrument for the intimate appropriation of the object, but instead a mode of acquiring detachment from it. The technical process allows for the sculptural assemblage to appear foreign, presenting itself as a found, tangible object rather than a constructed one. The sculptures assume autonomy from the artist’s hand, appearing therefore as mere discovery. These latest works, rendered in tonal gradations of black and white, illustrate further Campanini’s cool and analytical representation. His sculptures, once suspended in atemporal, neutral backgrounds, are now immersed in outdoor landscapes. Campanini suggests a connection between the creation of a form and the germination of vegetation, the paradox of their processes, both predetermined and random. Their fragile, anonymous compositions reconfigure themselves as a hypothesis of an everyday, banal existence within the sunny exterior into which they are immersed. Pierpaolo Campanini (b. Cento, Ferrara 1964), lives and works in Cento, Ferrara His recent solo shows include: Blum and Poe, Los Angeles (2008), Corvi-Mora, Londra (2007), Salon 94, New York (2006), francesca kaufmann, Milano (2005), Statements, Art Basel, Spazio Aperto, Galleria d’Arte Moderna, Bologna (2004). He has participated in the following group shows: Italics, Palazzo Grassi, Venezia, Residenza d’Artista, Museo Carlo Zauli, Faenza (2008), Apocalittici e integrati, MAXXI, Roma (2007), Quadriennale di Roma (2005).

 

francesca kaufmann è lieta di annunciare una nuova mostra personale di Pierpaolo Campanini. La pratica artistica di Campanini trova la sua origine in ibride composizioni scultoree, in oggetti ritrovati e assemblati in equilibri precari. Le sue sculture resistono all’individuazione semantica, sono strutture fini a sé stesse; eppure divergono dall’opera disinteressata modernista, non ricercano alcun nucleo di purezza né hanno pretese di autonomia. Sono composti effimeri, destinati a perdersi, sopravvivono unicamente come traccia nella resa pittorica. La pittura di Campanini svolge rispetto alla scultura un ruolo paragonabile all’indice semiotico: esiste un rapporto di contiguità tra i due termini ma non di identità. La pratica pittorica è interpretata infatti come procedimento impersonale, che introduce una distanza tra l’artista e la scultura. E’ ciò che interessa a Campanini: la pittura non è uno strumento per appropriarsi intimamente dell’oggetto, ma è invece una pratica di distanziamento, che segna una lontananza tra l’autore e ciò che è ritratto. Il procedimento tecnico è il mezzo che permette all’assemblaggio scultoreo di risultare estraneo e per questo di riproporsi come semplice presenza tangibile che viene ritrovata dall’artista. Le sculture acquistano così un’autonomia rispetto all’idea e al progetto dell’artista, in modo da presentarsi come scoperte. Nei suoi ultimi lavori Campanini ricorre al carboncino e al bianco e nero, procedimento che crea un’ulteriore distanza tra l’autore e il soggetto pittorico. Le sue sculture non sono più sospese in un neutro sfondo atemporale, ma sono immerse nella vegetazione, a sottolineare come tra la nascita di una forma e il germinare della vegetazione non esista molta differenza, in quanto entrambe seguono procedimenti sia predeterminati che casuali. Le sue fragili composizioni acquistano quindi quella qualità di anonimato rispetto all’autore che permette loro di riconfigurarsi come un’ipotesi di esistenza abitudinaria, scontata, negli assolati esterni in cui sono immerse. Pierpaolo Campanini è nato nel 1964 a Cento (Ferrara), dove vive e lavora. Tra le sue recenti mostre personali: Blum and Poe, Los Angeles (2008), Corvi-Mora, Londra (2007), Salon 94, New York (2006), francesca kaufmann, Milano (2005), Statements, Art Basel, Basilea, Spazio Aperto, Galleria d’Arte Moderna, Bologna (2004). Ha inoltre partecipato alle seguenti mostre collettive: Italics, Palazzo Grassi, Venezia, Residenza d’Artista, Museo Carlo Zauli, Faenza (2008), Apocalittici e integrati, MAXXI, Roma (2007), Quadriennale di Roma (2005).